Aziende e Persone ridisegnano il sogno nella YOLO Economy

Ridisegnare il sogno

L'idea di progresso intesa come "essere più ricchi di altrx" sembra ormai un gioco a somma zero: si diventa più ricchi solo a discapito di altrx che diventano sempre più poveri.
Ma davvero il sogno di noi esseri umani è quello di essere sempre più ricchi? E cosa siamo disposti a sacrificare per diventarlo?

YOLO: You Only Live Once, "si vive una volta sola". Questa la parola più usata dopo la pandemia, quando cioè abbiamo capito che vivere per lavorare era ormai un concetto superato. La YOLO Economy aspira infatti ad un nuovo modello di lavoro in cui il denaro, il posto fisso, il contratto a tempo indeterminato non sono più i protagonisti indiscussi del mondo del lavoro. Protagonista diventa il benessere fisico e mentale delle Persone: non più dunque vivere per lavorare ma lavorare per vivere.

La pandemia ci ha insegnato che flessibilità e tempo vincono su denaro e certezze: il denaro non ci ha salvati dalla pandemia; le certezze in pandemia le abbiamo perse; la flessibilità nell'organizzazione del lavoro, invece, in pandemia ci ha resi più produttivi, mentre il tempo, beh, lo abbiamo guadagnato: anche solo pulire il pavimento tra una call e l'altra senza sottrarre tempo alla nostra famiglia il sabato mattina è stato un grande traguardo.

Ridisegnare il sogno quindi per mettere noi, il nostro benessere, le nostre emozioni e anche le nostre debolezze in prima fila. Il fine è di costruire un rapporto lavorativo più autentico che vada al di là del mero rapporto contrattuale.

Inno di Mameli: siamo ancora una comunità

In un tranquillo pomeriggio autunnale ancora caldo, in abito blu formale, mi sono precipitata trafelata (accidenti al traffico) ad ascoltare la voce di imprenditori e imprenditrici di Como, Lecco e Sondrio durante la loro assemblea annuale.

Mi sono sentita subito a mio agio nella sala gremita e avvolta da un'intensa luce oltremare quasi ipnotica. Accomodata sulla sedia per riacquistare la calma, sono stata quasi subito squassata da un erculeo tricolore gettato all'improvviso come vernice fresca sull'enorme schermo allestito per l'occasione: il preludio di un ancora (per fortuna) emozionante Inno di Mameli goduto in piedi tuttx insieme in religioso e accorato silenzio.

Non pensavo mi sarei commossa: in sala, sotto la bandiera italiana svolazzante sui pixel del super maxi schermo allestito per l'occasione, ci siamo sentitx una comunità che stava condividendo gli stessi valori, quelli che ci fanno sentire orgogliosi di essere italianx.

Poi il balzo in Europa trascinatx dall'Inno alla gioia. Sì perché le aziende italiane, regine indiscusse di ingegno e creatività e generatrici indefesse di PIL (Prodotto Interno Lordo), si sentono anche europee.

Ma non è l'azienda a sentirsi italiana o europea, sono le Persone che le fanno e le vivono a sentirsi parte di qualcosa. O forse no.

Il punto di vista delle Aziende

Gli imprenditori e le imprenditrici sono d'accordo nel dire che le Persone, i lavoratori e le lavoratrici, sono importanti.

Ma è proprio così? Dai discorsi che ho ascoltato durante l'assemblea sembra di sì: tante le voci che hanno chiesto di ripartire dalle Persone per un futuro migliore. Le Persone al centro, quindi. Le Persone al centro non più come uno slogan però, oggi peraltro troppo inflazionato, ma come il vero fulcro dell'opera di collaborazione tra aziende e dipendenti da realizzare a corto raggio.

Eppure sembra che nella pratica le cose siano diverse. Più voci durante l'assemblea si sono alzate per raccontare la difficoltà nel trovare personale specializzato. La mancanza è stata attribuita al mito del colletto bianco, il famoso: "Studia che trovi lavoro", e alla mancanza di voglia di sacrificarsi. "Quando ero giovane io ero disposto a sacrificarmi per guadagnare lo stipendio". Ecco, appunto, Sacrificarsi ora per cosa? Per un lavoro poco remunerato? Per un lavoro precario a tempo indeterminato? Per un lavoro che non dà soddisfazione? Per un lavoro che ancora emargina le donne o le paga meno degli uomini? Per un lavoro che è ancora lontano dall'essere inclusivo? Chi ha voglia di sacrificarsi a queste condizioni? Come si fa a sentirsi parte di un'azienda a queste condizioni?

Se queste sono le premesse, tra azienda e dipendenti sembra mancare fiducia, fedeltà e anche una visuale da condividere.

Se dal lato dipendenti è forte la spinta a continuare, per esempio, il lavoro da remoto, dal lato aziende si tende al ripristino del tempo pieno in ufficio. E' la tendenza di molte aziende (non di tutte) preoccupate di non poter gestire e controllare il tempo dei dipendenti e delle dipendenti, che loro pagano, quando lavorano da casa. Tornare al punto di partenza, però, significa compiere un passo indietro e muoversi su rette parallele rispetto alla forza lavoro: aziende da una parte, dipendenti dall'altra. Le parallele, però, non si incontrano mai.

Stravolti i meccanismi del passato, occorre perciò fare un passo avanti per trovare nuovi parametri e nuovi valori. Nuovi valori condivisi.

Valorizzare le Persone è il punto di partenza: flessibilità, disponibilità, formazione, valorizzazione della forza lavoro, perseguimento di obiettivi comuni come la sostenibilità (quella vera) o come la parità di genere affiché aziende e dipendenti perseguano obiettivi condivisi.

Investire sulle Persone è dunque la risorsa e la speranza. Le Persone sono la risposta, il punto di partenza da cui riscostruire il sogno.

Chi non si adegua al cambiamento è destinato a soccombere. Come sempre è stato nella storia.



N.B.: Nel teso compaiono parole che finiscono in "X". Lo scopo è quello di includere nel discorso maschile e femminile e chiunque si sente fuori da queste generalizzazioni.




 







ti possiamo aiutare?

Contatta lo Studio, senza impegno, per un primo colloquio

(+39) 349 8880933

alessandra@avandpartners.it

9:00-13:00 / 14:30-19:30

Oppure compila il modulo per essere ricontattato

Campo non valido
Campo obbligatorio.
Inserire una e-mail valida.
Campo obbligatorio.
Campo non valido
Campo obbligatorio.
Campo obbligatorio.
Campo non valido
Campo obbligatorio.

dichiaro di aver letto e ben compreso Informativa Privacy & Cookies ex art. 13 GDPR

Invia